Racconto o pubblicità, spieghiamolo ai figli

videoInfluencer Cosa fanno i bambini tra i 4 e i 14 anni nel loro tempo libro? Si incollano a tablet e smart tv per collegarsi a YouTube. Guardano rapiti i video di altri bambini che scartano qualcosa, che giocano ai videogiochi, che combinano scherzi e monellerie, che recensiscono giocattoli. E non si staccano fino a quando i genitori non impongono una pausa. I sono concreti. L’OMS indica come estremamente dannoso per un bambino di meno di 5 anni trascorrere ore davanti a uno schermo. Secondo gli esperti dell’Organizzazione mondiale della Sanità è assolutamente vietato posizionare un bimbo di meno di due anni davanti alla tv o a uno smartphone. Come dobbiamo comportarci? Lo abbiamo chiesto alla dottoressa Pamela Fragale, psicopedagogista di Milano.

Dottoressa Fragale, cosa trovano i bambini su YouTube che non c’ è nella tv tradizionale?
L’immediatezza. L’offerta tv, pur molto vasta oggi rispetto al passato, è gi&224 definita da qualcun altro, mentre su YouTube comandano o bambini, saltano da un video a un altro con estrema facilità, scegliendo in maniera diretta ciò che preferiscono. È come un grande supermercato a loro disposizione, con possibilità immense.

Quale legame si crea tra i bambi e le baby-star del web?
Su YouTube i più piccoli trovano il ragazzino normale, ci si riconoscono, è un "pari" in cui rispecchiarsi. Nei video c’ è un coetaneo cui è facile rapportarsi, perchè è uno che si veste, parla fa i capricci o gli scherzi esattamente come loro. In un certo senso ci si affezionano, ma se lo avvertono come un "amico" c’ è da preoccuparsi, perchè ci sarebbe da rivedere il concetto stesso di amicizia he non può certo essere quella con una baby star del web con centinaia di migliaia di followers. L’amico è e deve restare quello reale, il compagno di banco, quello con cui giochiamo a pallone.

I bambini sono in grado di capire che i video hanno spesso intenti commerciali e pubblicitari che li spingono verso determinati acquisti?
Assolutamente no! I bambini subiscono passivamente la rèclame, non hanno la capacità di distinguere tra un video che semplicemente racconta qualcosa e uno che, attraverso quel racconto, pubblicizza quel prodotto. Non si rendono conto di essere oggi più che mai facilmente manipolabili per scopi commerciali.

A quali rischi si espongono guardando, spesso in maniera ossessiva , i video degli youtuber?
Il rischio più serio è quello dell’emulazione, soprattutto si i video riguardano giochi o scherzi pericolosi. Ecco, i bambini possono non percepire il livello di pericolosità. Gli youtuber purtroppo influenzano fortemente azioni, pensieri, scelte di chi li guarda, senza che questi ultimi possano esprimere ina loro personale rielaborazione. Insomma, agiscono per imitazione, e questo è un rischio. Tra l’atro, su YouTube non si vede quasi mai il percorso di preparazione che c’ è dietro una competenza raggiunta (magari con ḻaiuto di un adulto), si vede solo il risultato finale e si pensa di poterlo replicare facilmente. Questo crea un distacco della realtà, aumenta le aspettative verso se stessi, ma in maniera non ponderata, per cui di fronte un fallimento (per diventare un cantante famoso non basta postare una propria esibizione registrata in cameretta) crolla l’autostima.

Quali regole/accorgimenti possono adottare i genitori per tutelare i propri figli?
Bisogna dare ai propri figli gli strumenti per capire cosa stanno guardando, per metterli in grado di scegliere tra i vari contenuti. Fondamentalmente è spiegare loro che non si lavora per imitazione e che dietro ogni competenza c’ è un lavoro di studio e preparazione. Infine, è bene ricordare sempre che quello che conte è la realtà non il mondo virtuale: l’amico vero, quello con cui confrontarsi e crescere, è qello reale. Non uno youtuber da milioni di followers.